Mutuo prima casa

Agevolazioni sul mutuo per la prima casa

Il mutuo prima casa è la forma di finanziamento utilizzata da coloro che non hanno ancora un immobile. Si tratta della tipologia di mutuo più comune nel nostro paese. Dai giovani che intendono creare una famiglia a coloro che, dopo anni di affitto, vogliono finalmente vedere realizzare il sogno di possedere una casa tutta per loro; l’utenza che richiede un mutuo per l’acquisto per la prima casa è davvero variegata. Una domanda elevata a cui corrisponde un’offerta altrettanto variegata.

Una volta scelto l’immobile da acquistare, l’utente, per accendere un mutuo, deve valutare i vari finanziamenti offerti dagli istituti di credito. Si tratta di un passaggio di fondamentale importanza; scegliere l’offerta più conveniente ed adatta alle proprie esigenze non è sempre facile, per i tanti fattori da valutare con attenzione.

Realizzare un paragone tra i tanti mutui per la prima casa presenti sul mercato è però un passo obbligato per chi vuole garantirsi un finanziamento che non pesi eccessivamente sul proprio bilancio familiare. Gli strumenti per realizzare un raffronto sono, però, numerosi, anche in rete. Ma è il preventivo l’elemento che meglio è in grado di mettere in luce i vari aspetti del contratto di mutuo che si sta valutando. Si tratta di uno strumento in grado di mostrare il reale peso dei tassi di interesse e del TAEG; aspetti che ricadono sull’entità della rata da pagare e sulla durata del periodo di ammortamento.

L’importanza del parere di fattibilità

Una volta che l’utente ha scelto il mutuo che appare più adatto alle proprie esigenze, deve recarsi in uno sportello bancario per effettuare un altro passaggio di fondamentale importanza: il parere di fattibilità. Il cliente, a questo punto, compila un modulo con i vari dati anagrafici, la composizione della propria famiglia, il reddito mensile di colui che effettua la richiesta di mutuo per la prima casa, una descrizione dettagliata delle caratteristiche dell’immobile sul quale ricade il mutuo ipotecario con un chiaro riferimento al reale valore di mercato.

Valutati questi elementi, la banca deciderà se è possibile la sottoscrizione del contratto di mutuo sulla prima casa. Un passaggio che si basa sul reddito netto del mutuatario e dell’intero nucleo familiare che viene riportato al margine della dichiarazione dei redditi: un fattore a cui si può aggiungere la presenza, o meno, di eventuali garanzie offerte da terzi in grado di supportare il mutuatario nel pagamento del mutuo sulla prima casa, in caso di particolari difficoltà.

Ma è il rapporto tra il reddito mensile e la rata da corrispondere il fattore a cui l’istituto di credito presta maggiore attenzione per approvare l’erogazione del finanziamento richiesti. Una volta considerati questi aspetti, l’istituto deciderà, o meno, l’approvazione del mutuo.

Una volta incassato il parere di fattibilità il cliente deve inviare l’intera documentazione all’istituto bancario. Si tratta di dati indispensabili alla banca per confermare le condizioni lavorative e reddituali dell’aspirante mutuatario e concedere, nel caso, il finanziamento desiderato.

Mutuo prima casa: i documenti necessari

I dati che il richiedente deve presentare, questa volta in via ufficiale e documentata, sono la dichiarazione di anzianità di servizio rilasciata dal datore di lavoro del mutuatario, il modello CUD e l’ultima busta paga ricevuta. La documentazione appena riportata riguarda, però, esclusivamente i lavoratori dipendenti. Nel caso in cui il mutuatario risulti un lavoratore autonomo ha l’obbligo di fornire i documenti della Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura che mostrino la propria iscrizione e, in specifici casi, anche l’iscrizione nell’Albo, laddove previsto per la professione del richiedente.

Numerosi anche i certificati anagrafici da presentare. Si tratta dello stato civile, l’estratto di matrimonio, la copia, ove necessario, del divorzio ed il certificato di nascita. Per quanto riguarda l’immobile la documentazione necessaria si compone della copia del compromesso realizzato, il certificato che attesti l’abitabilità dell’immobile, la planimetria completa della struttura a cui si deve aggiungere, nel caso, le pertinenze come la cantina, il solaio o il garage. Nel caso in cui la casa sia stata sottoposta ad una successione, è indispensabile inviare anche una copia del modello 240.

La banca, ricevuto l’intera documentazione, se in regola, dà il parere sulla possibilità di erogazione del mutuo. Il tutto sarà comunicato all’utente attraverso una comunicazione ufficiale oltre alla data stabilita per la firma del contratto.

Mutuo prima casa: la stipula

La firma del contratto di finanziamento avviene in presenza di un notaio che ne certifica la correttezza del procedimento. L’erogazione del mutuo avviene proprio in questo preciso momento con il mutuatario che, naturalmente, si impegna a ripagare la somma, più gli interessi, con le modalità previste dal contratto appena sottoscritto. Il mutuo sulla prima casa, quasi sempre, si accompagna ad un’ipoteca che ricade direttamente sull’immobile oggetto del finanziamento.

In sostanza la casa diventa “garanzia” per il corretto pagamento da parte del cliente. Il valore dell’ipoteca varia a seconda del contratto pattuito e va da un minimo del 150% del valore del finanziamento ad oltre trecento punti percentuali, a titolo di copertura degli interessi. A ciò si aggiungono le more che scattano ad ogni rata non corrisposta oltre alle polizze di assicurazione, qualora previste dal contratto. Ma non è detto che la banca sia disposta a concedere il mutuo.

Accade spesso che molti aspiranti mutuatari siano impossibilitati ad accedere a qualsiasi forma di finanziamento per eventuali mancanze. A seguito della crisi economica del 2007, infatti, gli istituti di credito sono diventati sempre più diffidenti per l’accensione del mutuo. E’ importante, per le banche, evitare di incorrere nell’insolvenza da parte dei mutuatari. Insomma rispondere a dei determinati parametri è indispensabile e non sempre possibile per ottenere in contratto di mutuo.

Cosa sono i requisiti di finanziabilità?

Si chiamano requisiti di finanziabilità è rappresentano le condizioni necessarie che il richiedente del mutuo deve mostrare. Provare di poter pagare le rate del mutuo sulla prima casa è essenziale per poter accedere al finanziamento.

Se i requisiti legali per accedere al contratto di mutuo sono molto semplici e si riassumono nell’età anagrafica superiore ai 18 anni, alla residenza in Italia e nei paesi CEE, quelli strettamente economici valutati dagli istituti di credito sono molto più complessi. Le informazioni sul mutuatario vengono analizzate in una parte iniziale della contrattazione di mutuo chiamata “fase istruttoria”. Si tratta di un insieme di valutazione che tengono conto delle condizioni economiche dell’aspirante mutuatario e dell’immobile per verificarne l’effettivo valore e se risulta in grado di rappresentare una garanzia adeguata alla somma che il richiedente si aspetta dal contratto.

Ma è anche la correttezza dell’individuo ad essere verificata attentamente dall’istituto di credito. Si tratta di analisi generiche che valutano la personalità e la buona fede dell’individuo.

Molto più stringenti sono, naturalmente le valutazioni di tipo economico. In sostanza la banca vuole effettivamente sincerarsi che il mutuatario non si accolli una rata che, con il tempo, risulti un onere eccessivo per le proprie tasche. Un valore indicativo di sostenibilità del mutuo è rappresentato dal rapporto tra la rata da corrispondere mensilmente ed il reddito della famiglia; una proporzione che non dovrebbe superare il valore di uno a tre.

Ma se è la banca a sincerarsi dell’effettiva capacità del mutuatario di corrispondere le rate del mutuo, anche lo stesso cliente dove analizzare bene le proprie condizioni economiche prima di firmare un contratto che peserà inevitabilmente sul bilancio della propria famiglia per i prossimi decenni.

Sottoscrivere un finanziamento sulla prima casa può rappresentare, infatti, un costo davvero oneroso per il mutuatario. Ma nuove agevolazioni, approvate poche settimane fa, sono in grado di alleviare un peso che, in alcuni casi, potrebbe risultare troppo eccessivo.

Le agevolazioni per il mutuo sulla prima casa

E’ l’Irpef ad essere oggetto di un taglio davvero interessante per coloro che hanno intenzione di acquistare la prima casa. Le ultime decisioni del Governo prevedono una detrazione della metà dell’Iva pagata per l’acquisto di una casa da un’impresa di costruzione. A tutto ciò si aggiunge la cancellazione dell’Imu; insomma una serie di provvedimenti che vanno nella direzione di favorire l’acquisto sulla prima casa.

Ma è il settore dei mutui ad essere interessato dalle offerte più variegate per il richiedente che ha la necessità di comprare un immobile da utilizzare come prima casa. Dalle giovani coppie ai single fino ai nuclei familiari, le agevolazioni previsti per i mutui sulla prima casa rispondono davvero a tutte le esigenze.

Il tutto è gestito dal Fondo di Garanzia per i Mutui sulla Prima Casa, l’istituto che garantisce la possibilità alle giovani coppie e non solo, di usufruire di particolari condizioni per l’accensione di mutui sulla prima casa. Sono oltre 140 gli istituti di credito che, nel nostro paese, hanno aderito all’iniziativa del Governo per facilitare l’accesso ai finanziamenti, anche per le categorie considerate maggiormente “a rischio”.

Le agevolazioni previste da fondo riguardano, in particolare, le giovani coppie, i giovani con un contratto di lavoro considerato “atipico” e che abbiano un’età pari o inferiore ai 35 anni, i nuclei familiari monogeritoriali con figli di età inferiore ai 18 anni oltre a speciali condizioni per le famiglie in difficoltà economiche. Altre condizioni di favore riguardano, oltre ai mutui per l’acquisto della prima casa, anche i lavori di efficientamento energetico o i mutui per la ristrutturazione degli immobili. 

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